Le reti e le alleanze del civismo attivo, del terzo settore e del sindacato firmatarie di questo documento hanno avanzato in questi mesi proposte, analisi e piattaforme programmatiche per tutelare i diritti delle bambine, dei bambini e degli adolescenti di fronte all’emergenza. Lo hanno fatto a partire dall’impegno concreto sul campo, consapevoli della necessità strategica di rispondere qui e ora a bisogni immediati ponendo, nel frattempo, le basi per cambiamenti di lungo periodo.

Pur nelle differenze, le proposte convergono su cinque punti che intendiamo mettere al centro di una mobilitazione comune. Sono cinque condizioni per la ripartenza del Paese. Su queste intendiamo interpellare e coinvolgere le istituzioni – nazionali, regionali e locali -, la cittadinanza, il mondo dell’informazione, della ricerca e della cultura, il mondo produttivo. Perché l’educare riguarda tutta la società e la scuola italiana non può e non deve essere lasciata da sola ad affrontare una sfida educativa senza precedenti.

Le bambine, i bambini e gli adolescenti sono infatti al centro di una doppia crisi, economica ed educativa.
Una crisi che mette in luce ed acuisce insopportabili diseguaglianze nelle opportunità di crescita, di apprendimento e di sviluppo.

L’educazione non può continuare ad essere un tema residuale nell’agenda della politica. E’ l’asse portante del  cambiamento culturale, economico e civile oggi indispensabile per risollevare il Paese dall’emergenza.

Peraltro in coerenza con l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile dell’Onu,  sottoscritta da 193 Paesi inclusa l’Italia, che dedica uno dei suoi obiettivi a “Assicurare un’istruzione di qualità, equa ed inclusiva, e promuovere opportunità di apprendimento permanente per tutti”, in quanto serve una “educazione volta ad uno sviluppo e uno stile di vita sostenibile, ai diritti umani, alla parità di genere, alla promozione di una cultura pacifica e non violenta, alla cittadinanza globale e alla valorizzazione delle diversità culturali”.

Giustaitalia logo